

Victor Noir aveva appena 21 anni quando un cugino di Napoleone III gli sparò e lo uccise.
Era il 1870, faceva il giornalista, e la sua morte infiammò Parigi, trasformandolo in un martire della rivoluzione. Per questo lo scultore Jules Dalou realizzò una statua in bronzo che lo raffigura disteso a terra, proprio come lo trovarono: con il cappello caduto, le labbra leggermente socchiuse e il corpo ancora segnato dall’impatto. Nessuno immaginava che questo realismo avrebbe incluso, per una ragione sconosciuta, un rigonfiamento pronunciato all’inguine.

Nel corso degli anni nacque un mito che non ha nulla a che vedere con la rivoluzione: toccare quella zona porta fertilità. Oggi, donne da tutto il mondo si recano al cimitero di Père-Lachaise a Parigi per strofinare il suo inguine, baciarne le labbra e toccargli il piede destro se cercano un figlio, o il sinistro se sognano due gemelli. Il bronzo è levigato e lucido proprio lì, mentre il resto della statua rimane verde per il trascorrere del tempo.
Più di 3 milioni di persone visitano il cimitero ogni anno. Molti non hanno mai saputo chi fosse Victor Noir da vivo — ma sanno esattamente quale parte della sua statua toccare.




