Minal e Mirha sono nate in Pakistan condividendo qualcosa di molto più profondo di un’infanzia: vasi sanguigni e tessuto cerebrale. Erano gemelle craniopaghe, unite all’altezza della testa, e separarle significava camminare sul filo del rasoio chirurgico, dove qualsiasi errore avrebbe potuto costare loro la vita.

Il neurochirurgo britannico Noor ul Owase Jeelani ha guidato un’équipe al Bilkent City Hospital di Ankara, in Turchia, che ha osato tentare l’impresa. Prima del grande giorno, hanno utilizzato la tecnologia della realtà mista per costruire un modello 3D delle teste delle bambine e provare ogni fase della procedura senza mettere ancora a rischio le pazienti reali. Il 19 luglio, dopo un precedente intervento minore, è arrivato il momento decisivo: 14 ore di operazione che avrebbero definito il resto delle loro vite.

Due mesi dopo, Minal e Mirha si stanno riprendendo «molto bene», secondo Jeelani, e tra poche settimane torneranno in Pakistan per crescere, per la prima volta, ognuna per conto proprio. Non è la prima volta che questo chirurgo realizza qualcosa di simile: nel 2022 ha fatto lo stesso con i gemelli brasiliani Bernardo e Arthur Lima, in una maratona di 27 ore che ha coinvolto più di 100 medici collegati da diversi Paesi.

