«Mio padre mi strappava i guanti perché voleva che smettessi»: la storia del portiere che dormiva per strada e ora para i rigori di Cristiano Ronaldo

Por Juan Pablo González
25 June, 2026

Da bambino, Alireza Beiranvand pascolava pecore a piedi nudi nei campi nomadi del Luristán, nel sud dell’Iran. Suo padre, convinto che il calcio fosse una perdita di tempo, gli nascondeva i guanti e arrivava perfino a strapparli con le proprie mani. Ma non poteva spezzare ciò che era già dentro di lui. 🧤

A 15 anni, Beiranvand racimolò soldi presi in prestito, comprò un biglietto dell’autobus e arrivò da solo a Teherán. Niente famiglia, niente tetto sopra la testa, nessun piano B. Per settimane dormì sotto la porta dell’Azadi insieme ad altri migranti. Di giorno spazzava le strade, cuciva vestiti in un laboratorio e lavava auto — proprio nell’autolavaggio dove un giorno vide passare Ali Daei, la leggenda del calcio iraniano. Quel giorno capì che poteva farcela anche lui. ⚽

Il 21 giugno 2026, al SoFi Stadium di Los Angeles, il mondo ha visto quello stesso ragazzo — oggi 33enne — resistere a uno scontro con Lukaku al 5° minuto, rialzarsi e compiere 7 parate per conservare lo 0-0 dell’Iran contro il Belgio. Lo stesso portiere che ha parato un rigore a Cristiano Ronaldo in Russia 2018. Lo stesso che detiene il record Guinness per la rimessa più lunga nel calcio: 61 metri. 🌍🔥

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