Ha la testa allungata come un cono. È così che appariva il cranio ora custodito presso il Museum of Osteology di Oklahoma City, negli Stati Uniti: un reperto proveniente da una collezione privata e che porta con sé un mistero che nessuno è riuscito a risolvere.

La forma allungata non è particolarmente sorprendente: nell’antico Perù era comune fasciare la testa dei bambini fin dalla tenera età per ottenere quell’aspetto, segno di status all’interno di alcune culture andine. Ciò che lascia perplessi è ciò che si trova sotto un foro nell’osso: un sottile pezzo di metallo scuro, apparentemente sagomato a martellate, situato esattamente dove potrebbe essere stata praticata una trapanazione cranica, un’antica pratica usata per curare ferite o alleviare la pressione nel cranio.

L’antropologa Danielle Kurin, dell’Università della California, Santa Barbara, ha ammesso di non aver mai visto nulla di simile. Ma John Verano, della Tulane University ed esperto di crani trapanati, è scettico: ricorda casi simili che si sono rivelati offerte funerarie o vere e proprie falsificazioni. In assenza di datazione al carbonio o di un esame archeologico approfondito, il cranio continua a custodire il suo segreto.
