Separarle significava affrontare uno degli interventi chirurgici pediatrici più pericolosi che esistano.
Hiyab e Wuhbto sono nate in Etiopia unite per la testa, una condizione estremamente rara nota come gemelle craniopaghe. Durante i primi anni di vita, condividevano parte del cranio e dei vasi sanguigni, quindi qualsiasi tentativo di separazione comportava enormi rischi di emorragia, danni neurologici e altre gravi complicazioni.
Quando avevano 2 anni, si sono recate negli Stati Uniti per essere curate da un’équipe multidisciplinare. Prima della separazione definitiva, i medici hanno eseguito diverse procedure per preparare i loro vasi sanguigni e ridurre i rischi di un intervento che alla fine è durato più di 24 ore.
L’operazione è riuscita e, per la prima volta, le sorelle hanno potuto essere fisicamente separate. Poi è arrivata un’altra sfida altrettanto importante: la riabilitazione, la fisioterapia e l’apprendimento di movimenti che prima eseguivano insieme.
Ora stanno lavorando su abilità come stare sedute in posizione eretta, mangiare, parlare e socializzare in autonomia, mentre gli specialisti sperano che con il tempo possano anche stare in piedi e camminare.
Hanno trascorso i primi anni senza poter essere separate nemmeno per un secondo; oggi hanno la possibilità di scoprire il mondo, ciascuna con il proprio corpo, ma sempre fianco a fianco.
