Su un angolo di Ciudad Juárez, Moy aspetta con due burrito e una bibita pronti, cinquanta pesos per il combo, la stessa offerta di ogni giorno.
Si chiama Moisés Cuéllar Hernández, ha 24 anni ed è nato con una disabilità motoria che gli impedisce di muoversi dalla vita in giù. Nessuno gli ha dato nulla. Ha scelto di mettersi lì ogni mattina, vendendo ciò che cucinava con le proprie mani.

Chi compra da lui racconta sempre la stessa storia. Prima il sorriso, poi la gentilezza, il desiderio di servire prima di qualsiasi compassione. Non chiede compassione. Chiede clienti.
Moy è un tifoso sfegatato del Chivas de Guadalajara, con tutto il cuore. Il suo sogno non è né grande né impossibile. Entrare un giorno in quello stadio, vedere da vicino i giocatori che ha seguito dal suo angolo.

Fino a quel giorno, continua a vendere. Perché alcune vittorie non si conquistano su un campo, ma restando saldi in un angolo, ogni giorno, senza mai mancare.

