Nessuno sa quale fosse il suo nome.
Nel 1899, nel villaggio di Yabluniv, allora parte dell’Impero austro-ungarico e oggi territorio ucraino vicino ai Carpazi, qualcuno la fece sedere davanti a una macchina fotografica. Il fotografo, identificato come J. Dutkevych, catturò ogni dettaglio del suo abbigliamento: i ricami che rivelavano la sua comunità di provenienza, i tessuti fatti a mano della regione di Kosiv e gli strati di gioielli che le pendevano dal collo come se fossero pagine di un libro di famiglia.

Quei gioielli non erano semplicemente ornamentali. Nei Carpazi, ogni pezzo ereditato parlava di discendenza, ricchezza e di una storia tramandata di madre in figlia. Tutto questo fu registrato sulla lastra fotografica con una nitidezza che, a più di un secolo di distanza, lascia stupefatti.
Manca solo l’elemento essenziale: il suo nome. Gli archivi la registrano semplicemente come ‘donna di Yabluniv’, ed è così che rimarrà per sempre, mentre ci guarda dal 1899, senza che oggi nessuno possa restituirle la sua identità.
