Il 15 giugno 2016, Oscar Pistorius si tolse le protesi davanti al giudice dell’Alta Corte di Pretoria.
L’atleta sudafricano conosciuto in tutto il mondo come «Blade Runner» camminò sui monconi attraverso l’aula mentre il suo avvocato cercava di mostrare alla corte la sua vulnerabilità fisica prima che venisse stabilita la pena. Pistorius era stato un campione paralimpico e, nel 2012, divenne il primo atleta con entrambe le gambe amputate a gareggiare ai Giochi olimpici.

L’udienza era legata alla morte della sua fidanzata, Reeva Steenkamp, avvenuta il 14 febbraio 2013 in seguito a un grave incidente nel bagno della sua abitazione. Pistorius sostenne per tutta la durata del processo di aver pensato che dietro la porta ci fosse un intruso.


Inizialmente fu condannato per omicidio colposo, ma in seguito il verdetto fu modificato in favore di un reato più grave. Ricevette una condanna a 6 anni che, dopo un ricorso, fu aumentata a 13 anni e 5 mesi.
Pistorius fu rilasciato in libertà vigilata il 5 gennaio 2024 e rimase sottoposto alla supervisione giudiziaria.
