In Giappone, nessuno assume bambini per fare le pulizie. Eppure, ogni giorno, milioni di studenti delle scuole primarie e secondarie prendono in mano una scopa, un mocio e un secchio prima di tornare a casa.

Si chiama o-soji e non è una punizione: è una routine. Gli studenti si organizzano in gruppi che si alternano di settimana in settimana, coordinati dai loro stessi insegnanti, e puliscono l’aula, i corridoi, le scale e persino i bagni. L’insegnante Toshinori Saito lo ha spiegato così a BBC Brasil: l’idea non è che non ci sia personale addetto alle pulizie, ma che i bambini capiscano che prendersi cura di uno spazio condiviso fa parte della vita in una comunità.

Maiko Awane, dell’ufficio del governo della prefettura di Hiroshima, lo ha confermato a BBC Mundo: le pulizie fanno parte dell’orario quotidiano, dalla scuola primaria a quella secondaria, proprio come qualsiasi altra lezione. Nessuno li supervisiona con una verifica. Imparano semplicemente, con la scopa in mano, che anche gli spazi pubblici appartengono a loro.

