Una penna messa male e un viaggio in autobus sono bastati a creare l’opera d’arte accidentale più chiacchierata della settimana.
Lei voleva solo legarsi i capelli. Niente di insolito, qualcosa che chiunque ha fatto mille volte con la prima cosa che trova nella borsa. Il problema era che la punta della penna era rivolta dritta verso la sua pelle e, a ogni movimento dell’autobus, a ogni sobbalzo, a ogni frenata improvvisa, continuava a lasciare una mappa di graffi blu su tutta la sua schiena senza che lei se ne accorgesse nemmeno.

La persona seduta dietro di lei se n’è accorta. Ha scattato due foto, ha confrontato il prima e il dopo e ha posto la domanda che ci faremmo tutti: dovrei dirglielo o lasciare che sia la vita a spiegarglielo da sola? La risposta più votata è stata di non dire niente, di lasciare che fosse lei a scoprire di avere addosso un’opera d’arte astratta accidentale. A volte il favore migliore è non rovinare il mistero.
