L’ultima foto che Robin Williams aveva caricato su Instagram era un augurio di compleanno per sua figlia Zelda. Dopo, il silenzio. Morì settimane dopo, l’11 agosto 2014, a 63 anni, dopo una battaglia silenziosa contro la demenza a corpi di Lewy.

L’account rimase congelato come una tomba digitale per 12 anni. Nessuno lo toccò, finché l’intelligenza artificiale non iniziò a resuscitarlo senza permesso. Video falsi con la sua voce, il suo volto, la sua risata, che vendevano cose che non avrebbe mai detto. Zelda Williams lo aveva già detto nel 2023 e di nuovo nel 2025: ricevere quei contenuti era per lei ‘disgustoso’ e ‘esasperante’.

Il 17 agosto, lei e i suoi fratelli Zak e Cody hanno riattivato il profilo del padre, settimane dopo quello che sarebbe stato il suo 75° compleanno. Non lo hanno fatto per riportarlo in vita. Lo hanno fatto perché la sua vera voce, l’unica che sia mai esistita, non finisse sepolta sotto una copia digitale che non aveva mai autorizzato.
