A 41 anni, Cristiano Ronaldo continua ad allenare la sua mente con la stessa disciplina con cui allena il suo corpo. E lo ha detto senza mezzi termini: «Non parlo mai dopo le 22, nemmeno al telefono. Dopo quell’ora, non chiamatemi».

Non è un capriccio da star. L’attaccante, ora all’Al Nassr in Arabia Saudita e miglior marcatore di tutti i tempi nel calcio, ha spiegato che quest’ora è sacra perché gli piace «dare riposo al mio cervello». Per lui, essere un calciatore professionista richiede una dedizione totale, anche nei minuti in cui decidi di non parlare con nessuno.

La routine è diventata nota per la prima volta nel 2024, quando Ronaldo aveva 39 anni, ed è stata anche collegata al suo accordo con Whoop, il dispositivo che monitora il suo sonno e le sue abitudini. Oggi, due anni dopo, la disciplina resta intatta. Forse questa è la vera chiave del perché continui a competere ai massimi livelli quando altri si sono già ritirati.
