«Non possiamo dare la colazione ai bambini»: il terrore e la disperazione dei genitori a Ceuta per i saccheggi nei negozi di alimentari da parte degli immigrati

Por Valentina Ulloa
31 July, 2026

Il proprietario di un negozio di alimentari a Ceuta lo dice senza mezzi termini: «Se teniamo il negozio aperto e ne entrano 500, cosa facciamo? Io sono qui da solo». La sua voce è solo una delle tante in una città che, secondo i residenti, non riconoscono più.

Più di 2,000 marocchini sono arrivati a Ceuta e le carenze si avvertono a ogni angolo. I supermercati aprono vuoti, i distributori di benzina non hanno carburante e alcune persone non riescono nemmeno a comprare acqua o latte per i propri figli. «Non possiamo dare la colazione ai bambini, non possiamo comprare pane, latte, niente», dice un residente, con la voce spezzata dall’impotenza.

I proprietari di attività alimentari hanno paura di aprire i loro locali. «Se apriamo il negozio, ci saccheggiano; è impossibile», ripete uno di loro. La frase che si sente più spesso per le strade di Ceuta non è più un ordine, ma un avvertimento: «Che tornino da dove sono entrati».

Le immagini sono scioccanti; sono già stati segnalati saccheggi di negozi di alimentari e forniture da parte di immigrati, per lo più marocchini, lasciando i residenti di Ceuta nella più completa incertezza.

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