«Non posso tradire un essere umano di sette giorni»: l’uomo che ha divorziato per non abbandonare suo figlio con la sindrome di Down

Por Maried Díaz
21 September, 2026

John Anísimov pianse da solo, fuori da un ospedale di Mosca, il giorno in cui nacque suo figlio.

John Anisimov

I medici sospettavano la sindrome di Down. Sua moglie gli diede due possibilità: affidarlo a un istituto chiuso o divorziare. Non esitò. «Non posso tradire un essere umano di sette giorni», dice l’ingegnere ed ex militare, che si recò da solo a prendere il bambino in clinica e da allora ha imparato, insieme alla madre e alla nonna, a cambiargli i pannolini e a fargli il bagno frequentando una scuola per genitori alle prime armi.

John Anisimov

Oggi Misha ha sei anni e mezzo. Ha superato il livello atteso di abilità motorie per la sua età, anche se progredisce più lentamente nel linguaggio. Anísimov segue la terapia, partecipa a gruppi di sostegno e ammette che accettare la diagnosi è stato un processo che non finisce mai completamente. Ma quando gli chiedono se ne è valsa la pena, non esita: «Misha riempie la mia vita».

John Anisimov

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