«Non voglio che nessun bambino viva ciò che ho vissuto io»: Nata tramite maternità surrogata e ora lotta perché venga vietata in tutto il mondo

Por Andrea Araya Moya
31 August, 2026

«Sono venuta al mondo grazie alla maternità surrogata, ma questo non significa che voglia che altri bambini vivano la stessa esperienza». È questo il paradosso che ha reso Olivia Maurel una delle più accese oppositrici di questa pratica.

Olivia ha scoperto attraverso un test del DNA di essere nata tramite maternità surrogata. Come ha raccontato, ha trascorso anni convivendo con domande sulle proprie origini e identità, finché non ha finalmente potuto conoscere maggiori dettagli sulla donna che l’aveva portata in grembo.

Fu allora che, stando al suo racconto, scoprì che la donna viveva in condizioni di estrema povertà. Quell’informazione finì per influenzare profondamente la posizione che difende oggi.

Oggi Olivia viaggia in diversi paesi per chiedere l’abolizione della maternità surrogata. Sostiene che questa pratica possa sfruttare donne in situazioni di vulnerabilità e mette anche in discussione le conseguenze che, sulla base della sua esperienza, può avere per i bambini nati con questo metodo.

Per questo riassume la sua lotta partendo da una motivazione molto personale: «Non voglio che nessun bambino debba vivere ciò che ho vissuto io».

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