Joanna Wietrzyk non si è fermata. A metà del percorso, durante Hyrox Beijing 2026, il suo corpo ha ceduto nel peggiore dei modi: un’incontinenza fecale provocata dall’estremo stress fisico della competizione. Chiunque altro si sarebbe ritirato proprio in quel momento.


Non lei. Ha completato le otto stazioni funzionali e gli otto chilometri di corsa, tagliando il traguardo in 1:01:23, prima classificata tra 152 atlete d’élite nella categoria Pro Women. Gli organizzatori hanno chiuso e disinfettato le aree interessate prima che l’evento riprendesse.


Più tardi, dal letto d’ospedale, ha scattato un selfie e ha scritto la frase che diceva tutto: «Vincere è vincere». Nessuna parola sulla vergogna, nessuna scusa. Solo la conferma che, per lei, vincere è vincere, indipendentemente da ciò che è accaduto lungo il percorso per riuscire a farlo.

