«Odiavo il mio corpo. Odiavo me stessa»: una delle sue gambe arrivò a pesare 16 chili perché ci vollero 32 anni per diagnosticare una malattia

Por Carlos Valencia
13 October, 2026

Amy Rivera ha trascorso 32 anni sentendosi ripetere la stessa spiegazione sbagliata.

Nacque con la gamba sinistra due volte più grande della destra, e i medici dissero a sua madre che dipendeva dal modo in cui l’aveva portata in grembo. Una bugia che sua madre si portò dietro, sentendosi in colpa per decenni. Per anni la sua famiglia bussò a molte porte e, dopo che tante le furono sbattute in faccia, alla fine si arrese. Nel frattempo, il liquido intrappolato nella gamba arrivò a pesare 16 chili e trasudava attraverso la pelle.

A scuola e per strada la chiamavano «la ragazza con la gamba d’elefante». Amy nascondeva la gamba sotto gonne e abiti lunghi ed evitava di guardarsi allo specchio: «Odiavo me stessa», dice. Alla fine ricevette una diagnosi: linfedema, una patologia progressiva che, senza cure, nei casi gravi può essere fatale.

Oggi, a 42 anni, dopo tre interventi chirurgici, Amy non nasconde più nulla. Ha scritto un libro, gareggia nel bodybuilding e tiene conferenze per medici e studenti. E continua a lottare affinché le compagnie assicurative e il sistema sanitario capiscano che non si tratta di un problema estetico. Quante altre persone stanno ancora aspettando una diagnosi che nessuno formula per loro?

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