Iliana aspettava da più di una settimana quel pomeriggio da trascorrere con sua madre.
Aveva 10 anni ed era la prima volta che usciva da quando aveva finito la chemioterapia. Elizabeth Bellard la portò in un salone di bellezza nella contea di Stafford, in Virginia, per trascorrere del tempo insieme, madre e figlia. Ma i dipendenti iniziarono a ripeterle che sembrava un maschio. Elizabeth spiegò che aveva i capelli corti e le unghie fragili a causa delle cure contro il cancro. Non servì a nulla: una delle onicotecniche continuò a prenderla in giro e le altre risero insieme a lei. «Mi hanno chiamata maschio. Mi sono sentita un po’ in imbarazzo», disse la bambina. Terminò la manicure con la testa appoggiata sul tavolo.

A Iliana era stato diagnosticato nel 2017 un linfoma anaplastico a grandi cellule, un tumore molto aggressivo, e i medici non sapevano se sarebbe sopravvissuta. Oggi la chiamano la bambina miracolosa. Durante le cure, scoprì che preparare lo slime l’aiutava ad alleviare il dolore e ora raccoglie fondi per consegnare scatole di ingredienti ad altri bambini malati di cancro. Il salone ha licenziato una dipendente, ne ha sospese altre due e ha diffuso delle scuse pubbliche.

