Prima di brillare con il Messico, Tala Rangel faceva mattoni da bambino, e sua nonna lo ricorda tra le lacrime

Por Carlos Valencia
8 July, 2026

José Raúl Rangel Aguilar aveva appena sei anni quando tornava già a casa coperto di fango. A Ciudad Guzmán, Jalisco, si alzava prima dell’alba per fare mattoni, vendere cocchi e ghiaccioli, e aiutare nella panetteria ‘La Reja’. Sua nonna, Dolores Santos, ancora si commuove fino alle lacrime quando lo racconta.

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Oggi, a 26 anni, quello stesso bambino è il portiere titolare delle Chivas e della Nazionale messicana. Ai Mondiali del 2026 è diventato il muro di cui il Messico aveva bisogno: è rimasto 348 minuti senza subire gol, superando record rimasti intatti per decenni, come quello di Ignacio Calderón nel 1970 e quello di Pablo Larios nel 1986.

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Nella sua città natale gli hanno dipinto un murale. E ogni volta che Tala Rangel para un pallone, porta con sé senza saperlo la storia di una famiglia che lo ha visto lasciare la fornace di mattoni per arrivare alla porta in un Mondiale.

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