Sergio «Maravilla» Martínez spense il telefono alle 6 del mattino.
Aveva appena battuto Julio César Chávez Jr. a Las Vegas, in un incontro che 442 descrive come epico. Alle 10 lo riaccese e, come ha raccontato a Podemos Hablar, il programma di Telefe, aveva 1060 chiamate in appena quattro ore.

Quando perse contro Miguel Cotto, fece più o meno la stessa cosa. Ma quando accese il telefono, il messaggio era diverso: quattro chiamate. Tre erano di sua madre.
“Era come passare tutto al setaccio, e tutti quelli che non avrebbero dovuto esserci erano spariti”, ha riassunto il pugile di Quilmes, che vive a Madrid. Martínez ha detto che a 37 anni era già un uomo e che questo contrasto rimette ogni cosa al suo posto.

Lo ha raccontato a 45 anni, mentre si preparava a tornare sul ring dopo sei anni senza combattere. I numeri delle chiamate sono un suo racconto, non informazioni verificate in modo indipendente.
Quante delle persone che ti chiamano quando vinci sarebbero ancora lì se perdessi?
