

No, non è stanca. Quando un’anaconda ingoia qualcosa di grande come un capibara, ciascun lato della sua mascella si muove separatamente, quasi come se camminasse sulla preda per spingerla verso l’esofago.
Quello sforzo altera completamente la simmetria della sua testa: le ossa craniche si separano, i legamenti elastici si tendono al limite e persino la mandibola—divisa in due metà unite solo da cartilagine—finisce fuori posto.
Lo «sbadiglio» è in realtà il momento in cui costringe l’intero sistema a tornare al suo posto, recupera l’ossigeno perso durante ore di digestione e, nel frattempo, usa l’organo di Jacobson nel palato per percepire se ci sono predatori nelle vicinanze mentre è più vulnerabile che mai. 🐍
