«Questo non è più calcio, ci devono essere dei limiti»: Cristiano chiede sanzioni a vita dopo gli sfottò rivolti a Rúben Neves usando il nome di Diogo Jota

Por Juan Pablo González
14 September, 2026

Rúben Neves applaudì rivolto al cielo. Non disse altro, ma quel gesto spiegò tutto.

Era sabato 13 settembre 2026, al King Abdullah Sports City Stadium in Arabia Saudita. Mentre Al Hilal travolgeva Al Taawoun 6-0, una parte della tribuna dei tifosi di casa iniziò a intonare «Jota, Jota, Jota» rivolgendosi a Neves. Non stavano festeggiando nessuno: stavano usando il nome di Diogo Jota, suo amico ed ex compagno di squadra, morto in un incidente a Zamora, in Spagna, nel luglio 2025, per provocarlo nel bel mezzo della partita.

Cristiano Ronaldo vide la scena e non rimase in silenzio. Su Instagram rispose a un video dell’accaduto con un messaggio diretto: chiese alla Saudi Pro League di imporre sanzioni severe, persino a vita, a coloro che avevano intonato quei cori. «Questo non è più calcio, ci devono essere dei limiti», ha scritto il capitano dell’Al Nassr. Anche il calciatore saudita Saleh Abu Al-Shamat è intervenuto per condannare quanto accaduto, definendolo inaccettabile. Ora la decisione è nelle mani della lega.

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