Keyla Valentina Juárez Labrador aveva 7 anni e soffriva di una malattia oncologica che il suo corpo non riusciva più a sopportare.

Ma prima di andarsene, la vita le regalò un pomeriggio perfetto. L’Aldosivi la invitò allo stadio José María Minella e le permise di scendere in campo mano nella mano con i calciatori che ammirava tanto. Quel giorno, la squadra di Mar del Plata travolse il Banfield 3-1 e pose fine a una striscia di 23 partite senza vittorie, proprio all’esordio del suo nuovo allenatore. Keyla se ne andò con una maglia numero 10 firmata dall’intera squadra, resa possibile grazie all’organizzazione OportuniDar, che settimane prima aveva lanciato una campagna per trovare donatori di sangue e assistenza economica per le sue cure.

Lunedì sera, a pochi giorni da quando quella foto si era diffusa in tutta Mar del Plata, Keyla si ammalò e morì all’ospedale Materno Infantil. Il club che l’aveva fatta sentire una calciatrice in più ora le dà l’addio come a una tifosa eterna.

