Un bambino di 8 anni entra in campo per giocare. Dall’altra parte della linea, un padre urla cose che nessun bambino dovrebbe essere costretto ad ascoltare durante una partita di calcio.

In Romania ne avevano abbastanza di scene del genere. Venerdì 11 settembre 2026, il Comitato d’emergenza della Federazione calcistica rumena (FRF) ha approvato il cartellino nero, una sanzione rivolta non ai giocatori o agli allenatori, ma ai genitori e agli spettatori che insultano, molestano o ricorrono alla violenza fisica sugli spalti nelle categorie dall’Under-7 all’Under-16.

Il protocollo prevede dei passaggi prima di arrivare all’estremo: innanzitutto, l’arbitro interrompe la partita e chiede agli allenatori di calmare il pubblico, poi sospende la gara per 10 minuti e, se il comportamento continua, mostra il cartellino nero e la partita finisce lì, senza possibilità di tornare indietro. La misura fa parte della campagna B.R.A.V.O., pensata per rendere di nuovo il calcio dei bambini un luogo sicuro. Chi è responsabile di averlo rovinato, questa volta, resta fuori ⚫🚨
