Salah dice addio al Mondiale: Il ragazzo che viaggiava 5 ore al giorno per realizzare il suo sogno

Por Jorge Pino
8 July, 2026

Prima della gloria, c’erano un ragazzo e una strada polverosa.

Mohamed Salah è nato a Nagrig, un villaggio agricolo sperduto nel Delta del Nilo. Da adolescente, prendeva fino a cinque minibus e viaggiava quattro, cinque ore ogni giorno fino al Cairo, solo per allenarsi. E altrettante sulla via del ritorno. Per anni. Senza una sola lamentela. Come se sapesse già che il talento senza sacrificio è appena una promessa che quasi nessuno mantiene.

Quella strada lo ha portato fino in cima: miglior marcatore di sempre dell’Egitto, campione d’Europa, re di Anfield, orgoglio di un intero continente. Ma la fama non lo ha cambiato. Ha sposato Magi, il suo amore d’infanzia, prima dei milioni. Ha dato al suo villaggio acqua potabile pulita, una scuola, un ospedale. E una volta, quando la casa della sua famiglia fu derubata, perdonò il ladro, gli diede del denaro e lo aiutò perfino a trovare un lavoro. Così grande è il suo cuore.

Oggi l’Argentina lo ha eliminato dal Mondiale. Ha lottato fino all’ultimo minuto contro la campionessa del mondo, e se n’è andato con l’amara sensazione che il punteggio non raccontasse tutta la verità. Fa più male quando senti di aver dato tutto e anche così non è bastato.

Ma ci sono uomini che nessun risultato può sminuire. Il calcio, a volte ingiusto nei suoi verdetti, non ha modo di togliere ciò che Salah ha già costruito: un’intera vita trasformata in esempio.

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