La Polonia l’ha reso ufficiale: chi viene condannato per aver abusato di minori di 15 anni, o per reati sessuali contro parenti stretti, deve sottoporsi alla castrazione chimica prima di riacquistare la libertà. Un giudice dispone il trattamento ormonale, che riduce il desiderio sessuale ma provoca anche disfunzione erettile, perdita di massa ossea e cambiamenti dell’umore.

Per alcuni, è l’unico vero modo per frenare la recidiva e proteggere le vittime. Per altri, è una punizione corporale mascherata da medicina che apre una pericolosa porta sui limiti dello Stato sul corpo di una persona.

È giustizia necessaria o un precedente che nessun Paese dovrebbe normalizzare?

