Kiara Duprey non si aspettava applausi. Forse si aspettava un po’ di comprensione.


Quando sua figlia è nata senza braccia né gambe, invece di ricevere sostegno, è stata accolta da una valanga di commenti crudeli: che era egoista, che non avrebbe mai dovuto metterla al mondo, che aveva causato un danno irreparabile a una vita che non era ancora nemmeno iniziata.


I troll non andarono per il sottile. E nemmeno Kiara, quando rispose.


Sui suoi social, difese fermamente ogni decisione che aveva preso, durante la gravidanza e fino al giorno in cui tenne sua figlia tra le braccia per la prima volta.

Parlò dell’amore, del modo in cui la percezione delle persone cambia quando si arriva davvero a conoscere qualcuno invece di fermarsi alla sua condizione, e di una maternità che non ha bisogno del permesso di nessuno per essere valida.
Sua figlia non è venuta al mondo per scusarsi di esistere, e nemmeno lei intende scusarsi con chi sa solo giudicare da dietro uno schermo.
