Renne Toney ha trascorso l’infanzia in Brasile sentendo insulti sul suo corpo.

La chiamavano ‘la Grassa’ prima che quel soprannome diventasse il suo nome di battaglia. Vent’anni dopo, all’Arnold Classic del 2006, i suoi bicipiti furono misurati ufficialmente: 51 centimetri a destra, 51.4 a sinistra. Nessun altro braccio femminile al mondo aveva raggiunto quella misura. Arrivò a pesare 97 chili, tutti costruiti con disciplina, anche se le accuse di Synthol non smisero mai di perseguitarla.

Ha vinto titoli negli Stati Uniti e ha gareggiato su palcoscenici internazionali per quasi un decennio, finché ha deciso di ritirarsi subito dopo il suo record. Ma ciò che metteva più a disagio le persone non erano i suoi muscoli, bensì le sue parole: sosteneva che l’industria del fitness preferisce le donne magre perché così vende più abbigliamento sportivo e più integratori. Il suo corpo era la prova; la sua dichiarazione, lo schiaffo in faccia.

