
Immagina: ti trovi sotto le macerie di un edificio crollato e, attraverso la polvere, vedi avvicinarsi un enorme scarafaggio con dei cavi che sporgono dal dorso. Il tuo primo impulso sarebbe urlare. Ma quello scarafaggio è venuto a salvarti.

È così che funziona “Paraborg”, un progetto delle università del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, in Australia, guidato dall’ingegnere di biorobotica Thang Vo-Doan. Utilizzano scarafaggi giganti scavatori (Macropanesthia rhinoceros) perché le loro dimensioni consentono di equipaggiarli con imbracature elettroniche leggere, minuscole telecamere e persino meccanismi che iniettano automaticamente farmaci. Il tutto mentre un operatore li guida da remoto attraverso tunnel e fessure dove non potrebbe entrare nessun essere umano o robot convenzionale.


Gli stessi ricercatori riconoscono il problema: vedere questo insetto cablato avvicinarsi può sembrare qualcosa uscito da un film dell’orrore, soprattutto quando qualcuno è ferito e spaventato. Per questo stanno già valutando di aggiungere luci lampeggianti o un piccolo altoparlante che ripeta «i soccorsi stanno arrivando». Nei test, i Paraborg hanno raggiunto la loro destinazione il 100% delle volte, e il sistema di iniezione ha funzionato nel 90% dei casi. Fanno paura a guardarli, ma potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte.
