Shambhu ha appena fatto una preda. È una delle tigri più imponenti della riserva di Tadoba-Andhari, in India, e la sua sola presenza svuota qualsiasi territorio in cui metta piede. Ma quel pomeriggio, con lo stomaco pieno e il caldo opprimente, ha scelto l’acqua per rinfrescarsi — e quello che è successo dopo è difficile da spiegare.

Mentre il gigante sonnecchiava mezzo addormentato tra la superficie dell’acqua e la vegetazione, diverse minuscole rane hanno iniziato ad arrampicarsi sul suo corpo. Sulla sua pelle. Sulla sua testa. E Shambhu glielo ha semplicemente permesso. Nemmeno un solo movimento improvviso, né una zampata, né anche solo un battito di ciglia infastidito.

Le tigri usano l’acqua per regolare la loro temperatura nei climi caldi, ma la natura raramente offre un’immagine improbabile come questa: il predatore più temuto della zona trasformato in una piattaforma per un gruppo di rane che non sembravano avere la minima paura. 🐅

