Quello che sembrava un disegno qualunque arrivò proprio quando aveva più bisogno di un motivo per continuare a guardare avanti.
David Weisberg stava attraversando un momento difficile della sua vita privata quando chiese alla figlia di 8 anni di disegnargli un’alba. Non cercava un capolavoro né qualcosa di perfetto: voleva un’immagine semplice che rappresentasse come, anche dopo una notte difficile, il sole sorga sempre di nuovo.

Lei realizzò il disegno con quella spontaneità tipica dei bambini, e David fu così commosso dal suo significato che decise di portarlo con sé per sempre.
Qualche tempo dopo, andò a farselo tatuare, conservando proprio ciò che lo rendeva speciale: non voleva «migliorarlo», correggerne le linee o trasformarlo in una versione più professionale. Voleva che rimanesse esattamente l’alba nata dalle mani di sua figlia.
Il tatuaggio finì per diventare molto più di un ricordo di famiglia. Per David, arrivò a rappresentare quel momento in cui qualcosa di semplice come il disegno di una bambina riuscì ad accompagnarlo durante un periodo buio.
Alla fine, non si fece tatuare un’alba perfetta. Si fece tatuare quella che sua figlia aveva disegnato per lui quando aveva più bisogno di vederne una.
