Prima di diventare una delle più grandi stelle del basket, Stephen Curry era il bambino di una gravidanza che sua madre, Sonya, non aveva pianificato. Nella sua autobiografia, Fierce Love, raccontò di aver preso seriamente in considerazione l’idea di interrompere la gravidanza e di essersi persino recata in una clinica per farlo. Tuttavia, mentre era lì, cambiò idea e decise di portare avanti la gravidanza. Decenni dopo, quella storia familiare assunse una dimensione inaspettata, considerando tutto ciò che suo figlio avrebbe poi realizzato.

Curry è nato nel 1988 ed è cresciuto in una famiglia profondamente legata al basket. Suo padre, Dell Curry, ebbe una lunga carriera nella NBA, ma Stephen non era inizialmente considerato una futura superstar. In effetti, la sua corporatura esile e il suo stile di gioco anticonvenzionale fecero dubitare diverse università prestigiose. Finì per giocare al Davidson College, dove iniziò rapidamente ad attirare l’attenzione per un’abilità che sarebbe poi diventata il suo marchio di fabbrica: tirare da tre punti praticamente da qualsiasi punto del campo.

Nel 2009 entrò nella NBA dopo essere stato scelto dai Golden State Warriors. Ciò che accadde in seguito cambiò la sua vita e anche lo sport. Curry divenne il principale esponente di una rivoluzione basata sui tiri da tre punti e contribuì a trasformare il modo in cui le squadre concepivano l’attacco. La sua capacità di segnare da distanze straordinarie portò un’intera generazione di giocatori a tentare tiri che in precedenza sembravano troppo rischiosi.

Con Golden State vinse quattro campionati NBA, nel 2015, 2017, 2018 e 2022. Fu anche nominato due volte miglior giocatore della lega e, nel 2016, fece la storia diventando il primo giocatore scelto all’unanimità per ricevere quel riconoscimento. Nello stesso anno, visse una stagione straordinaria in cui i Warriors stabilirono il record di 73 vittorie nella stagione regolare.

Il suo nome divenne anche indissolubilmente legato al record che rappresenta meglio il suo stile di gioco. Nel dicembre 2021 superò Ray Allen e divenne il giocatore con il maggior numero di tiri da tre realizzati nella storia della NBA. Nel marzo 2025 raggiunse un altro traguardo senza precedenti: diventò il primo giocatore a realizzare 4.000 tiri da tre durante la stagione regolare. Non si tratta soltanto di un record statistico: Curry contribuì a fare del tiro da tre il centro del basket moderno.

Ed è forse per questo che la storia della sua famiglia è così sorprendente se vista alla luce del presente. Sonya Curry prese una decisione in un momento difficile della sua vita che, secondo il suo stesso racconto, avrebbe potuto cambiare completamente il futuro della sua famiglia. Anni dopo, quel bambino diventò un campione NBA, una star globale e uno dei giocatori che ha avuto la maggiore influenza sull’evoluzione dello sport. Una storia iniziata con una decisione personale finì per diventare parte della vita di una delle grandi leggende del basket.
