Molti lo credevano pazzo quando lo videro sfidare una montagna a mani nude. Ma Dashrath Manjhi aveva una ragione molto più forte degli scherni per continuare 🥹
Nel 1959, questo umile lavoratore del villaggio di Gehlaur, in India, perse la moglie, Falguni Devi, dopo che lei riportò gravi ferite attraversando una collina. Il villaggio era praticamente isolato e il medico più vicino si trovava a decine di chilometri di distanza, perciò lei non ricevette assistenza medica in tempo.

Devastato dalla sua morte, Dashrath decise di fare qualcosa per impedire ad altre famiglie di provare lo stesso dolore. Nel 1960, iniziò a scavare un passaggio nella montagna, usando solo attrezzi manuali. Non aveva né macchinari né le risorse necessarie per un progetto edilizio di tale portata, ma continuò a lavorare per 22 anni.
Nel 1982 riuscì a completare un passaggio lungo circa 110 metri e largo 9 metri, che ridusse la distanza tra due città da 55 a 15 chilometri. Grazie ai suoi sforzi, migliaia di persone poterono raggiungere più facilmente ospedali, scuole e mercati.
Dashrath disse che fu l’amore per sua moglie a spingerlo a cominciare, ma che in seguito continuò a farlo pensando a tutti gli abitanti del suo villaggio. Falguni non poté mai percorrere quella strada, ma l’uomo che sarebbe diventato noto come «l’Uomo della Montagna» rese possibile a migliaia di persone fare altrettanto ❤️
