Toyota ha preso una decisione che non è passata inosservata.

La casa automobilistica giapponese ha annunciato che avrebbe ridotto la propria presenza agli eventi e nelle sponsorizzazioni legati alla comunità LGBTQ+, per concentrare quelle risorse sull’innovazione, sullo sviluppo della forza lavoro e sull’istruzione. La notizia è bastata a riaprire una domanda a cui nessuna azienda vuole rispondere pubblicamente: quanto dovrebbe esporsi un marchio sulle questioni sociali?

Per alcuni, si tratta semplicemente di una riassegnazione delle priorità commerciali. Per altri, anche il silenzio equivale a prendere posizione. Toyota non ha fornito dettagli sugli importi o sulle tempistiche, ma il messaggio ha già suscitato reazioni contrapposte tra chi applaude allo spostamento verso una posizione «neutrale» e chi lo considera un passo indietro.

Pensi che le aziende debbano prendere posizione sulle questioni sociali o tenersene fuori?

