Hanno tradito i loro migliori amici: durante la Seconda guerra mondiale, mandarono cani equipaggiati con bombe contro i carri armati nemici per farli saltare in aria. Il karma sarebbe arrivato prima del previsto

Por Krishna Medina
13 September, 2026

Un cane impara rapidamente quando c’è del cibo di mezzo. All’inizio degli anni 1930, l’Armata Rossa iniziò a sperimentare un’idea che avrebbe portato questo principio a uno dei suoi estremi più crudeli. Addestrarono i cani a cercare cibo sotto i veicoli militari, ma c’era un dettaglio: i cani indossavano gilet dotati di bombe. L’intenzione era usarli durante la Seconda guerra mondiale per far saltare in aria il nemico… ma per farlo, il cane doveva morire.

L’addestramento era apparentemente semplice. Gli animali venivano tenuti affamati e abituati a trovare cibo sotto i carri armati. All’inizio si esercitavano con veicoli fermi, e in seguito si cercò di abituarli al rumore, al movimento e alle esplosioni che avrebbero incontrato su un campo di battaglia. L’obiettivo era fare in modo che, anche circondati da spari e motori, corressero istintivamente verso la parte inferiore di un veicolo corazzato, facendolo così saltare in aria.

Quando la Germania invase l’Unione Sovietica nel giugno del 1941, quello strano esperimento smise di essere un semplice addestramento. L’Armata Rossa stava subendo perdite enormi e aveva bisogno di ogni risorsa disponibile per fermare l’avanzata dei Panzer tedeschi.

Fu allora che alcuni di quei cani vennero mandati al fronte con degli esplosivi.

Il sistema consisteva nel mettere sull’animale un’imbracatura con una carica esplosiva e un meccanismo che sporgeva dalla schiena. Quando il cane riusciva a portarsi sotto il carro armato, il contatto con la parte inferiore del veicolo avrebbe dovuto attivare il detonatore. L’esplosione avveniva in una delle zone più vulnerabili del veicolo corazzato.

Il problema era che quei cani avevano memorizzato il suono e l’odore dei carri armati sovietici, non di quelli tedeschi. Nel bel mezzo del combattimento, molti finirono per correre verso le proprie linee, trasformando l’arma in una minaccia per le stesse persone che l’avevano progettata. Gli storici stimano che con questo metodo siano stati messi fuori uso solo circa 300 veicoli, ben lontano dalle cifre diffuse dalla propaganda sovietica.

Molti considerano ciò che accadde dopo una sorta di karma.

E non solo: molti soldati russi si sentivano in colpa per usare quei piccoli animali innocenti per un compito così crudele, quindi alcuni arrivarono persino a disattivare di nascosto i loro gilet, per evitare di mandare i loro cani a perdere la vita invano.

Tuttavia, i tempi sono cambiati. Oggi, i cani continuano a svolgere un ruolo cruciale negli eserciti e nelle forze di sicurezza di tutto il mondo, ma le loro vite non vengono più usate come semplici pedine. Oggi sono eroi che lavorano fianco a fianco con i loro compagni umani, aiutandoli in missioni in cui il loro olfatto, la loro intelligenza e il loro coraggio possono fare la differenza.

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