Tre dosi. Un’ora. E tra il 50% e il 60% delle proteine che distruggono il cervello nell’Alzheimer erano scomparse.


Il risultato proviene da uno studio pubblicato sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapy, firmato da ricercatori di Spagna, Cina e Regno Unito. La tecnica non attacca direttamente i neuroni: utilizza nanoparticelle che ripristinano la barriera emato-encefalica, la struttura che regola l’ambiente del cervello. Ripristinando quella barriera, il cervello stesso riattiva i suoi meccanismi naturali di pulizia ed elimina la beta-amiloide, la proteina tossica centrale nello sviluppo dell’Alzheimer.

Ciò che ha colpito di più gli autori è stata la durata: gli effetti sono durati per mesi. In alcuni casi, il comportamento dopo il trattamento era paragonabile a quello di individui sani.
