Tre giovani uomini. Tre morti in tre anni. Tutti sono passati dalla stessa accademia, in una città vinicola nel sud del Sudafrica.
Prima è arrivato Oshwin Andries. Aveva 19 anni quando è stato ucciso nel 2023. È stato accoltellato. Difensore della prima squadra dello Stellenbosch, con tutta la vita davanti a sé. Il suo migliore amico, Jayden Adams, ha tenuto il suo nome nella biografia di Instagram per anni, come qualcuno che non voleva accettare l’oblio.
Nel febbraio 2026 è arrivato il secondo colpo. Jeandre Gaffoor, centrocampista della squadra riserve, aveva 20 anni. Il 1 febbraio ha giocato per lo Stellenbosch nella vittoria per 4-1. Il giorno dopo non c’era più. Notizie non confermate ufficialmente indicavano che fosse annegato a Città del Capo. Il club ha detto soltanto di piangere «l’improvvisa e inaspettata scomparsa» del suo giovane talento.
E l’11 luglio 2026, il mondo ha appreso della terza morte. Jayden Adams, 25 anni, è stato trovato morto a Schotschekloof, settimane dopo aver giocato ai Mondiali con il Sudafrica. Aveva disputato tutte e tre le partite della fase a gironi. Aveva dedicato la sua medaglia della CAF Champions League a Oshwin. La causa della sua morte resta sotto indagine.
Tre volte lo stesso dolore. Tre volte la stessa accademia in lutto.
Il calcio a volte non ha risposte. Solo nomi da onorare.
Oshwin. Jeandre. Jayden. Presenti.
