Tutto è iniziato quando una donna si è rifiutata di abbandonare il suo cane, e oggi in Italia esiste il congedo dal lavoro per gli animali domestici

Por Aracely Molina
25 June, 2026

Nel 2017, una dipendente dell’Università La Sapienza di Roma si rifiutò di lasciare da solo il suo cane malato e saltò il lavoro. Il suo capo la sanzionò. Lei andò in tribunale. E il tribunale le diede ragione: negarle quel congedo, stabilirono i giudici, poteva essere considerato maltrattamento di animali. 🐕

La battaglia di quella persona ha impiegato quasi un decennio per cambiare le regole del gioco. Nell’aprile 2026, l’Italia è diventata il primo Paese al mondo a istituzionalizzare il congedo retribuito dal lavoro per prendersi cura degli animali domestici malati. Fino a 3 giorni all’anno retribuiti, purché il veterinario certifichi l’urgenza e l’animale sia registrato con microchip. La legge prevede anche un congedo in caso di morte dell’animale e permessi per le visite veterinarie. 🐾

L’Italia prevede già pene fino a 4 anni di carcere per il maltrattamento di animali. Ora ha anche un sistema che riconosce qualcosa che milioni di persone sanno fin troppo bene: quando il tuo compagno di vita è gravemente malato, restare a casa non è una scusa — è una necessità. ❤️

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