
Nel 2017, una dipendente dell’Università La Sapienza di Roma si rifiutò di lasciare da solo il suo cane malato e saltò il lavoro. Il suo capo la sanzionò. Lei andò in tribunale. E il tribunale le diede ragione: negarle quel congedo, stabilirono i giudici, poteva essere considerato maltrattamento di animali. 🐕
La battaglia di quella persona ha impiegato quasi un decennio per cambiare le regole del gioco. Nell’aprile 2026, l’Italia è diventata il primo Paese al mondo a istituzionalizzare il congedo retribuito dal lavoro per prendersi cura degli animali domestici malati. Fino a 3 giorni all’anno retribuiti, purché il veterinario certifichi l’urgenza e l’animale sia registrato con microchip. La legge prevede anche un congedo in caso di morte dell’animale e permessi per le visite veterinarie. 🐾
L’Italia prevede già pene fino a 4 anni di carcere per il maltrattamento di animali. Ora ha anche un sistema che riconosce qualcosa che milioni di persone sanno fin troppo bene: quando il tuo compagno di vita è gravemente malato, restare a casa non è una scusa — è una necessità. ❤️
