
Nel 2017, dei ladri fecero irruzione nella casa di Robert Mortimer a Bradford, in Inghilterra, e tra le cose che portarono via c’era Barney, il suo pappagallo cenerino. Robert affisse dei manifesti, offrì una ricompensa di 680 dollari e aspettò per mesi. Niente. Con il tempo, accettò che Barney fosse perduto per sempre e arrivò persino a pensare che fosse morto, ma non si liberò mai della sua gabbia: la tenne riposta a casa di un parente, per ogni evenienza. Non voleva nemmeno sostituirlo con un altro pappagallo.


Nove anni dopo, nel luglio 2026, Barney, che aveva già 19 anni, fu trovato mentre camminava da solo nel parcheggio di un IKEA ad Ashton-under-Lyne, a 32 chilometri da dove era stato rubato. Un veterinario scansionò il suo microchip e trovò il suo nome e la sua città d’origine, ma il numero di telefono registrato non era più attivo. Gemma Dumbill, che si prese cura di Barney dopo il ritrovamento, cercò su internet «Barney» e «Bradford» finché non trovò la notizia del furto avvenuto quasi dieci anni prima.
Quando Robert lo riottenne, Barney aveva già ricominciato a dire «Ciao» e «Buongiorno». Ancora imita il suono del telefono per fare scherzi a sua moglie, proprio come faceva prima di scomparire.
