Mary non capiva nulla.
Sapeva solo che il suo padrone non c’era più e che l’uomo che la portava al guinzaglio era molto triste.
L’uomo dagli occhi rossi era il nipote dell’uomo deportato; continuava solo a ripetere: «è una cagnolina bravissima», come se avesse bisogno che qualcun altro lo confermasse prima di lasciarla andare. In Florida, il padrone di Mary è stato deportato e non era rimasto nessuno che potesse prendersi cura di lei. Così l’hanno lasciata in un rifugio, confusa, scodinzolante, a cercare tra quei volti sconosciuti l’unico volto che conosceva.


Quel giorno nessuno venne a prenderla. Ma più tardi arrivò qualcuno: Animal Farm Foundation la portò via da lì e le diede tempo, qualcosa che Mary non aveva mai avuto in abbondanza. Poco a poco, la vera cagnolina emerse da dietro la paura: giocherellona, affettuosa, fanatica del burro d’arachidi.
Chelsea Domaleski, della fondazione, lo riassunse così: «I cani come Mary si ritrovano coinvolti loro malgrado, continuando ad amare, a essere fedeli e meritando ancora un futuro». Oggi Mary aspetta una casa per sempre. Non dimenticherà mai il suo primo papà, ma finalmente c’è qualcuno che aspetta lei.
