Dianne Ringstaff conobbe uno sconosciuto mentre giocava a Words With Friends.

Le disse di essere Keanu Reeves. E per due anni e mezzo, ogni videochiamata, ogni parola, ogni gesto sullo schermo lo confermava: la stessa voce, lo stesso volto, lo stesso sorriso che aveva visto in decine di film. Ringstaff, di Palmetto, in Florida, aveva appena perso il suo compagno e il suo cane. Era sola e, dall’altra parte dello schermo, qualcuno sembrava capirla.

Poi iniziarono le scuse: un ex manager lo aveva citato in giudizio, l’FBI gli aveva piazzato della droga addosso e le autorità avevano congelato i suoi beni. Aveva bisogno urgentemente di denaro, in Bitcoin. Accese un prestito garantito dalla sua casa e vendette la sua auto. In totale, inviò 160.000 dollari a un uomo che non era mai esistito, costruito con un’intelligenza artificiale abbastanza precisa da sostenere l’inganno per anni. In seguito, l’ufficio dello sceriffo della contea di Marion confermò qualcosa di ancora peggiore: anche il denaro di altre vittime era transitato dai suoi conti.

