Non aveva né una madre né un branco quando la trovarono.

Era appena una cucciola di gorilla di pianura orientale, una delle specie più minacciate del pianeta, smarrita e senza nessuno che la proteggesse nelle foreste del Congo. I ranger del Parco nazionale dei Virunga la salvarono dal commercio illegale di fauna selvatica, la nutrirono e si presero cura di lei per mesi prima di tentare qualcosa che raramente riesce: riportarla nel suo habitat naturale, sul monte Tshiaberimu, e sperare che sopravvivesse da sola tra i suoi simili.

È sopravvissuta. E non solo: pochi giorni fa, i ranger l’hanno vista allattare la propria prole, portarla contro il petto e giocarci tra la vegetazione. La madre e la prole sono in salute. Per una specie in cui ogni nascita conta e ogni femmina fertile rappresenta una speranza genetica, questa madre, un tempo orfana salvata, rappresenta qualcosa di molto più grande di sé: la prova che riportare un animale in natura può funzionare, generazione dopo generazione.