
Un operaio forestale di 33 anni subì un grave incidente dopo essere stato colpito da un ramo in una foresta austriaca. Fu trasportato in elicottero all’Ospedale universitario di Graz con una frattura cranica, senza immaginare cosa sarebbe successo dentro la sala operatoria.
Durante l’intervento d’urgenza, la neurochirurga responsabile permise alla figlia tredicenne di entrare. Secondo l’indagine della procura, la ragazza utilizzò persino il trapano chirurgico per praticare un foro nel cranio del paziente. In seguito, la dottoressa ammise che far entrare la figlia era «il più grande errore della sua vita», sebbene sostenesse che l’intervento fosse stato sottoposto a stretta supervisione medica per tutto il tempo.
Sebbene la procedura non abbia causato ulteriori conseguenze immediate, l’uomo trascorse 11 giorni in terapia intensiva e non poté lavorare per un periodo prolungato. La cosa più insolita è che non seppe cosa fosse accaduto durante l’intervento fino a mesi dopo, quando lesse la notizia sulla stampa. Nel novembre 2024, la procura chiuse il procedimento penale dopo aver raggiunto un accordo sul risarcimento economico con la vittima, mentre la chirurga e un collega presente furono licenziati dal centro medico.
