Ana María Saavedra aveva 23 anni e stava uscendo dal suo appartamento quando l’edificio cominciò a crollare. 🏚️


Era una di tre gemelle, tutte neolaureate in commercio internazionale all’Università Icesi di Cali. Quando il terremoto di magnitudo 7.4 fece crollare l’edificio nel quartiere Cuarto de Legua, una porta di cedro le cadde proprio addosso.


La schiacciò, lasciandola intrappolata sotto le macerie, ma la coprì anche come uno scudo. La sua testa rimase libera. Riuscì a gridare e i vicini la sentirono entro cinque minuti.

Trenta minuti dopo, era già in clinica, sottoposta a un intervento chirurgico al bacino. Il resto della sua famiglia non fu altrettanto fortunato: i suoi genitori, Jairo e Victoria, furono trovati abbracciati tra le rovine; le sue sorelle Sofía e Isabella non sopravvissero, né suo zio Diego Efraín.


«Il mio Dio è molto grande», ripete oggi suo zio Carlos, mentre Ana María ricomincia a camminare. 🙏
