Kaylanne Timóteo Freitas aveva 15 anni quando uno squalo l’ha attaccata sulla spiaggia di Piedade, a Jaboatão dos Guararapes, in Brasile. L’animale le ha strappato il braccio sinistro. Quello che è successo dopo è stato quasi peggio dell’attacco.

La giovane donna ha fatto causa allo Stato di Pernambuco e al comune, accusandoli di aver abbandonato il programma ufficiale di monitoraggio degli squali dal 2014 e di non aver installato cartelli di pericolo nel punto esatto in cui stava nuotando. La risposta della giudice Juliana Rodrigues Barbosa è stata devastante: Kaylanne ‘si è assunta il rischio’ entrando in mare in un’area ‘notoriamente pericolosa’. Nessun risarcimento. Colpa esclusiva della vittima. 😡

Ciò che la sentenza ha ignorato: il suo avvocato afferma che non c’era alcun cartello che vietasse la balneazione in quel tratto specifico, che in quel momento c’erano decine di persone in acqua e che il programma cancellato era proprio quello che avvertiva delle nuove aree a rischio. La difesa ha già presentato ricorso. E la giustizia? 🦈

