Aveva trascorso due settimane viaggiando tra le montagne dello Yunnan, con la valigia piena di ricordi e la mente ancora in modalità vacanza. Voleva solo tornare a casa. Il suo appartamento si trova al diciottesimo piano di un grattacielo a Chongqing. Aprì la porta, entrò in salotto e alzò lo sguardo: in un angolo del soffitto pendeva una massa grigia e irregolare, grande quanto un pallone da basket. Era un nido di calabroni giganti asiatici (Vespa mandarinia) e il ronzio sembrava quello di un minuscolo motore diesel.

Bastò una fessura lasciata aperta sul balcone. Questi insetti, noti come «calabroni assassini» per il loro potente veleno e le loro dimensioni mostruose, approfittarono dell’assenza del proprietario per sistemarsi comodamente. Si allontanò, chiuse piano la porta e chiamò con urgenza i vigili del fuoco locali.

Alla fine, la vacanza non si è conclusa in pace. È finita come una scena uscita direttamente da un film horror, con un inquilino che non aveva mai invitato.
