Tutto è iniziato con un piccolo caffè gratis. Un imprenditore colombiano che vive in Texas offriva campioni di caffè in un supermercato, cordiale come sempre: «Buongiorno, come sta? Le andrebbe un piccolo caffè?». Nulla di straordinario per qualcuno cresciuto usando il linguaggio informale anche con gli sconosciuti. Ma un cliente messicano non l’ha presa allo stesso modo. Si è fermato, contrariato, e si è lamentato che i clienti dovrebbero essere chiamati «lei», non «tu», avvertendolo persino che in quel modo non avrebbe mai venduto nulla.

Il colombiano, senza perdere la calma, ha cercato di spiegare che nel suo Paese si parla così, senza cattive intenzioni. L’uomo ha insistito sul fatto che non si trovava più in Colombia. È stato allora che il venditore ha pronunciato la frase che riassume tutto il malinteso: «Anche lei è qui, non in Messico».

Il cliente se n’è andato insultandolo e senza assaggiare il caffè. Il video sta già circolando sui social media e ha riacceso l’eterna disputa sulle espressioni tra Paesi che, alla fine, parlano la stessa lingua.
