An Yilong non esitò.

Quando vide dei vicini tenere una coperta in strada, alzò lo sguardo e capì il motivo: un bambino di 5 anni penzolava con la testa incastrata tra le sbarre di una finestra al sesto piano di un edificio a Shuozhou, in Cina. Era in quella posizione da più di dieci minuti, scalciando e cercando di tirarsi su senza riuscirci.
An bussò alla porta dell’appartamento, ma nessuno rispose. Non c’era tempo per forzarla. Uscì dalla finestra del settimo piano e si calò verso il bambino, tenendolo saldamente mentre verificava se le sbarre avrebbero retto il suo peso. Meno di 30 secondi dopo arrivarono i vigili del fuoco e, insieme, riuscirono a riportarlo in salvo. Il bambino riportò solo lievi contusioni.
Sua madre era uscita con il fratello maggiore per una riunione scolastica. «In quel momento non pensavo ad altro; volevo solo salvare il bambino», ha raccontato An in seguito. A volte l’eroismo non è un piano; è un riflesso.
