Una tennista professionista è stata al centro di un episodio che ha rapidamente suscitato un dibattito durante una partita: ha protestato perché un neonato piangeva sugli spalti da circa 10 minuti e alla fine ha chiesto che venisse fatto uscire dallo stadio.

La giocatrice era la britannica Emma Raducanu, che stava affrontando Aryna Sabalenka al Cincinnati Open.
Mentre si preparava a servire, Raducanu ha attirato l’attenzione dell’arbitro sul pianto proveniente dagli spalti. «È da circa 10 minuti», avrebbe detto.
L’arbitro le ha quindi chiesto direttamente se volesse che il bambino venisse allontanato dallo stadio.

Il pubblico ha risposto con un sonoro «sì!», mentre Raducanu ha sollevato la racchetta e sembrava confermare la decisione.
L’episodio è diventato rapidamente virale e ha suscitato un dibattito tra chi ritiene che una giocatrice abbia bisogno della massima concentrazione durante una partita e chi ritiene che un neonato semplicemente non possa smettere di piangere solo per non disturbare un’atleta.

Raducanu alla fine ha perso la partita contro Sabalenka dopo più di tre ore di gioco, ma è stata la sua reazione nei confronti del giovane spettatore a finire per diventare uno dei momenti più discussi della partita.
Ha fatto bene a chiedere che il bambino venisse allontanato, o avrebbe dovuto lasciar perdere?
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