Tim Curry ha 80 anni, aveva un corpo che non gli rispondeva più e ha lasciato questa vita. 🎭
Nel 2012, un ictus lo lasciò paralizzato dalla vita in giù, costretto su una sedia a rotelle che sostituì per sempre l’uomo che camminava con il sorriso storto di Frank-N-Furter e la voce che congelò intere generazioni nei panni di Pennywise.

Ora, nella sua autobiografia «Vagabond: A Memoir», l’attore britannico descrisse quel corpo immobile con una freddezza più inquietante di qualsiasi trucco da clown: «Vivere nella totale oscurità è noioso e irritante», scrisse, come se stesse parlando del tempo e non della perdita del controllo delle proprie gambe.

Curry nacque nel 1946 a Grappenhall, in Inghilterra, e perse suo padre, un cappellano della Royal Navy, quando aveva appena 12 anni.

Dopo l’ictus, non si ritirò: continuò a recitare con la sua voce, prestandola a serie come Star Wars: The Clone Wars, finché non tornò a comparire sullo schermo nel 2024 nel film Stream, il suo primo ruolo da attore in 14 anni.

Nel libro, evita i dettagli scabrosi della sua vita sentimentale, ma non esita a descrivere, con umorismo nero, cosa significhi vivere intrappolato in un corpo che non obbedisce più.
